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NUTRIRE OGGI GLI ADULTI DI DOMANI  (LA FRUTTA A SCUOLA!)

L’alimentazione infantile incide in modo determinante sul futuro benessere dell’individuo adulto: questa è ritenuta ormai una certezza fondamentale ed indiscutibile da parte della comunità scientifica internazionale, la quale attribuisce all’alimentazione della prima infanzia un ruolo primario come strumento di prevenzione, nel  lungo termine, di patologie cardiovascolari e di malattie del metabolismo quali diabete ed obesità.

E’ straordinariamente importante quindi che sia in famiglia che  a scuola venga data un’attenzione particolarissima alla correttezza dell’alimentazione del bambino.

Per quanto riguarda la scuola oltretutto, i pasti in essa consumati diventano per il bambino anche momento di socializzazione e di confronto oltre che opportunità per allargare l’orizzonte dei propri gusti.

Proprio per l’importanza che riveste sotto il profilo nutrizionale e relazionale, il menu scolastico viene studiato con la massima attenzione basandosi sui fabbisogni medi di energia e nutrienti dei bambini di ogni fascia di età e traducendo questi fabbisogni in un’offerta di cibo molto varia che rispetti il gusto del bambino ma che, soprattutto, lo educhi e lo indirizzi opportunamente affinché il bimbo apprenda con naturalezza e nel gioco uno stile alimentare salutare.

Le “Linee guida per la ristorazione scolastica” emanate nel 2010 dal Ministero della Salute costituiscono il riferimento scientifico più attuale per impostare nel modo migliore i menu scolastici.

Tali linee guida sono molto precise e dirette: esse stabiliscono per il pasto scolastico non solo le quantità di calorie ma anche la quantità di proteine, grassi, carboidrati, fibre e principali vitamine e sali minerali che il bambino deve assumere nel pasto scolastico.

In sintesi se traduciamo le indicazioni delle linee guida nelle porzioni che arrivano nei piatti dei bambini, le forti raccomandazioni che fondamentalmente se ne ricavano sono tre:

1.       Massima attenzione a non eccedere nella quantità di proteine(almeno fino ai 2-3 anni di età)

2.       Uso assolutamente prevalente dell’olio extra vergine di oliva crudo come grasso di condimento

3.       Uso quotidiano  a scuola di frutta e verdura fresca, preferendo in modo assoluto la sostituzione delle merende dolci e grasse del pomeriggio con frutta di stagione.

L’assoluta opportunità di incrementare il consumo di frutta da parte dei bambini è anche riconosciuta dal programma europeo “ Frutta nelle Scuole” introdotto dal regolamento CE n°1234 del Consiglio del 22 ottobre 2007 e ribadito dal regolamento CE n°288 della Commissione del 7 aprile 2009.

Tale programma recita esplicitamente che “ Favorire l’aumento del consumo di frutta da parte dei bambini significa attuare un’iniziativa fondamentale per favorire più corrette abitudine alimentari e una nutrizione maggiormente equilibrata nella fase in cui si formano le loro abitudini alimentari”.

Il motivo di tanta insistenza da parte della comunità scientifica internazionale nello spingere all’incremento del consumo della frutta sta nell’alto contenuto in essa di vitamine (soprattutto vitamina C, vitamina A e acido folico), sali minerali (soprattutto Potassio), antiossidanti e fibre a fronte, quasi sempre, di un basso apporto calorico.

Inoltre preferire la frutta di stagione consente di introdurre in modo ancora più mirato le vitamine necessarie: per fare un esempio, agrumi (arance, clementine, mandarini) e Kiwi, frutti prevalentemente invernali, sono particolarmente ricchi in vitamina C, utilissima nelle infezioni da raffreddamento, mentre albicocche, melone e pesche (frutti estivi) sono particolarmente ricchi in vitamina A, importantissima per preparare la pelle all’esposizione al sole; le prugne (altro frutto estivo) sono l’alimento che contiene in assoluto la maggior quantità di antiossidanti, estremamente efficaci per contrastare l’effetto dannoso dei radicali liberi che l’esposizione prolungata al sole può produrre .

Da tutte le considerazioni precedenti si deduce che la scuola rispettando le linee guida e favorendo un incremento del consumo di frutta,  svolge un ruolo fondamentale nell’educazione alimentare del bambino, ma la sua reale influenza sulla salute del bambino stesso dipende moltissimo dalla condivisione con i genitori di questa grande responsabilità. Il pasto a scuola, infatti, è soltanto uno dei  momenti del cibo e va valutato nel contesto di tutta la giornata alimentare: lo sforzo comune della scuola e dei genitori deve essere quello di compensare, completare, integrare e armonizzare ciò che i bambini mangiano in mensa con quello che si propone loro in casa, sempre comunque secondo criteri condivisi di corrette abitudini alimentari che possano indirizzare il bambino verso l’acquisizione di uno stile alimentare salutare senza eccessi ne carenze, nella consapevolezza che stiamo nutrendo oggi gli adulti di domani e che dalla qualità alimentare di oggi dipende notevolmente la qualità della vita di domani.

Dott.ssa ELISABETTA CAU

pediatra del nido "DIRE FARE GIOCARE"